Cina

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da Kunming a Pechino

Pechino è un groviglio di vite che si passano addosso. Dalla metropolitana agli hutong (vicoli popolari del centro storico), milioni di persone sfrecciano sfiorandosi. Un formicaio di individui vestiti alla moda. La loro moda…Camicie a scacchi bianche e viola con jeans D&G taroccati e scarpe Nike faked gialle e viola. Pettinature da punk londinesi anni ’80…I giovani sono un’esplosione di colori e fantasie.

D’altronde hanno a disposizione centinaia di magazzini d’abbigliamento dove con pochi spiccioli si possono acquistare gli ultimi capi disegnati in Italy o Usa e poi prodotti in Cina. Per non parlare poi dei faked, i grandi falsi disegnati e prodotti a casa loro…

Nessun altro oserebbe vestirsi così nel resto del mondo…comunque nulla a che vedere con i cinesi che stanno in Italy. A Pechino l’abito nero con camicia bianca su mocassino di pelle nera non si vede da nessuna parte…
Sembrano posseduti quando entrano in un grande magazzino, che sia di abiti o computer.Producono e consumano alla velocità della luce…

La città in alcuni posti sembra la Svizzera. Strade pulite, toilette pubbliche gratuite e pulite ogni 500 m, metropolitana efficiente…
Forse è stato per via di Beijing 2008, comunque sia si gira benissimo sia a piedi che in metro.

Un pò più difficile è visitare i centri nevralgici della città. Per tre giorni consecutivi la polizia comunista mi ha cacciato da piazza Tienammen. Alle 8 di sera chiudono la recinzione della piazza più grande del mondo. E sovente viene chiusa anche di giorno per paura/terrore di possibili manifestazioni.

Il regime si caga in mano. Sbirri ovunque. Posto di controllo obbligatori a tutte le entrate del metrò e degli edifici pubblici. Dopo la strage di piazza Tienammen il partito non dorme sonni tranquilli.

La città proibita chiusa da mura alte 8/10 m. è il centro della metropoli. Da lì si sviluppa regolare la città. Vie parallele e perpendicolari si susseguono per km e km. La superficie sotto il controllo della città è più di 16000 kmq. Più o meno quanto tutto il Lazio…

In ogni via o quartiere si può trovare una bettola o un ristorante chic dove pranzare per pochi spiccioli.Anche per quanto riguarda la cucina nulla a che vedere con i risto cinesi che ci sono da noi…Decine di portate saporite e semplici, dalle miriadi di frittelle aalle zuppe di legumi dolci, al pollo in salsa agrodolce…difficile spendere più di 0.8/1 euro a portata.
In sei giorni ho girato la città in lungo e in largo compresa gita fuoriporta per ammirare la muraglia cinese. Per quest’ultima ho scelto un posto poco turistico a 90 km dalla capitale a cavallo tra cina e mongolia. Ma i panoramimozzafiato hanno ricompensato appieno lo sbattone per arrivarci.

Ora ho comprato il biglietto per Mosca ma resterei volentier un altro mesetto…