India_Khumba mela 2010

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Delhi si presenta coma sempre soffocante, maleodorante ed affascinante allo stesso tempo.
I 39 gradi di una metropoli come questa non danno molto spazio all’immaginazione…la polvere ti riempie la gola e lo smog affligge costantemente i polmoni.
Ma nonostante tutto circa 17 milioni di persone riempiono e vivono questa citta’ tutti giorni. Per me non e’ che un passaggio veloce per poi dirigersi verso l’Himalaya. Direzione Rishikesh. Capitale mondiale dello Yoga e terra di confine tra le montagne e la pianura indiana.
Qui il Gange lascia le fredde vette montane ed inizia a scorrere verso la civilta’. Secondo l’induismo e’ il luogo in cui, grazie a combinazioni cosmiche, il fiume sacro racchiude in se tutte le energie vitali con le quali purificare il proprio spirito (o qualcosa del genere…).
Non pratico yoga, non sono induista, ma un tuffo nel Gange non puo’ che fare bene, se non altro per rinfrescare le ossa…
Oltre al fatto che questa terra e’ riconosciuta come piena di energia vitale, in questi giorni si tiene quello che e’ considerato il piu’ grande raduno mondiale di individui. Circa 70 milioni di persone sono previste al festival Kumbha mela; migliaia di sadu 4 volte ogni dodici anni si danno appuntamento in una delle quattro citta’ sacre dell’India per celebrare la ricorrenza piu’ importante dell’induismo. Combinazioni astrali, acque sacre del fiume sacro e asceti mistici scesi dalle montagne interverranno conferendo alla manifestazione un carattere inconfondibile. Situazionismo a parte, domani vado a dare un’occhiata.

Rishikesh ed Haridwar distano 18 km (o 25 a seconda del cartello stadale).
In questi giorni la strada che porta al centro dei due paesi e’ bloccata a circa 7 km dal centro, zona accessible solo ai pedoni che in tutto risultano circa 6 milioni. I restanti 4 o 11 km di strada, tra i due blocchi, sono invasi da qualsiasi genere di mezzo dotato di motore che per natura o per necessita’ e’ adibito al trasporito persone.
Ogni aiuola o spiazzo e’ diventata tendopoli, un free camping enorme. Famiglie intere (madre ,padre, figli, nonni, zie e parenti alla lontana) hanno raggiunto questo enorme bordello per potersi bagnare nelle acque del Gange. In questi giorni le coincidenze astrali rendono le acque cariche di energia vitale (essendo state contaminate dalla pozione dell’immortalita’ caduta a Visnhu durante un passaggio in zona…???).

Partire da Rishikes ed arrivare ad Haridwar potrebbe sembrare cosa facile. Attraversare una densa massa individui riveratasi per kilometri richiede circa 4 ore di convinzione.

Arrivare in cento alla citta’ ed assistere alla sfilata rende comunque premio alle fatiche. Si sussuguono portantine con baba e guru di ogni specie,Naga Sadhu nudi corrono cosparsi di cenere e fiori, asceti arrivati a cavallo dalle montagne Hymalaiane, capelloni , yogi in mistiche posizioni meditative.
Uomini che abbandonano i beni materiali, famiglie e lavori, vestiti e scarpe…si ritrovano qui , ogni dodici anni, per festeggiare il giorno propizio. Alle 4.04 del mattino pertono dai camp a kilomtri di distanza e si incamminano verso il Gange, per il bagno piu’ importante…quello che mette la parola fine a questa festa.

Il caldo, o la grande mietitrice, uccide sei persone.

L’acqua del Gange e’ ghiacciata.

Domani alle 7 si parte per il vallone di Almora a 400km da qui.
Dopo una settimana di festival scappo dalla bolgia per riscoprire il fascino dell’India rurale. E’ Jageshwar, nel nordest dell’India nella regione del Uttarakhand, il posto in cui ci si puo’ riposare e dedicarsi a lunghe passeggiate nei boschi di deodora.
Ritmi rilassati e visite ai templi in pietra fanno letteralmente volare le giornate trascorse in questo angolo di mondo.
Ma c’e’ ancora il tempo, benche’ manchi solo una settimana alla partenza, di visitare ancora un posto. Il posto giusto e’ Nainital posto a 1970m a ridosso delle vette Hymalaiane. Con un viaggio in bus di poche ore si giunge in questo centro turistico caratterizzato dalla presenza di un lago. Nainital e’ perlopiu’ un villaggio vacanze per gli indiani. Un fresco rifugio dove passare qualche giorno e perlustrare le montagne attorno. Passeggiate di 4/5 ore permettono di raggiungere le vette vicine (snow view e china peak 2615m) da dove si puo’ ammirare una splendida vista sull’hymalaia “santuario del Nanda Devi” su cui capeggia appunto il Nanda Devi 7816m.
La conformazione del massiccio rende molto difficile spedizioni alpinistiche per raggiungere la vetta.
Solo nel 1936 un alpinista inglese riusci’ a raggiungere la vetta. In seguito il governo indiano blocco tutte le spedizioni verso il massiccio in quanto emerse che agenti statunitensi della CIA che avevano collocato ad alta quota dispositivi di spionaggio…i soliti marracani…